06 Gennaio 2011
Mi trasferisco.
L'aggiunta della pubblicità obbligatoria ha reso per me insopportabile scrivere ancora in questo blog. Quello che scrivo dovrebbe rischiare di apparire di fianco allo spot di un assorbente? Già ce li dobbiamo sorbire per televisione ad ogni ora (preferibilmente ad ora di pranzo i più vomitevoli), manca solo qui.
Per questo ho aperto un blog su WordPress, al seguente indirizzo:
http://aestu.wordpress.com
A tutti gli amici e le amiche di giovani.it, ve lo consiglio nel caso sentiate lo stesso disagio: il servizio presso wordpress è ottimo. Spero continueremo a tenere i contatti anche tramite l'altro blog (questo lo terrò comunque attivo, nel caso le cose cambiassero).
A presto!
12 Dicembre 2010
-Non so. -Ma stai zitto. - Sul serio. -Buffone! Guardati. - Se credevi di saperlo già, perché me lo hai chiesto? - Per sfottere. - Ah, bé, ovvio. Scemo io scusa. - Sicuro.
Pausa.
- Cosa? - Scemo tu. - Continua, continua.
Pausa.
- Ma se non giochi anche tu non mi diverto.
Pausa. Pugno nello stomaco. Sputo.
- Divertiti. (esce)
02 Novembre 2010
<< Una cattiva letteratura ci ha parlato del bisogno di evasione. Certo, si fugge in viaggio alla ricerca di vastità, ma non la si trova. L'estensione si crea. E l'evasione non ha mai condotto in nessun luogo. Quando l'uomo ha bisogno, per sentirsi uomo, di gareggiare nelle corse, di cantare in coro, o di fare la guerra, sono già dei legami, questi, che egli s'impone, per riallacciarsi agli altri e al mondo. Ma quanto poveri! Quando una civiltà è forte, essa basta all'uomo, anche se rimane immobile. Nella tale cittadina silenziosa, sotto il grigiore di un giorno di pioggia, scorgo un'inferma reclusa che medita alla finestra. Chi è? Che cosa hanno fatto di lei? Per me, giudicherò la civiltà della piccola città secondo la densità di quella presenza. Qual è il nostro valore, una volta immobili? Nel domenicano che prega c'è una presenza densa. Quell'uomo non è mai maggiormente uomo di quando è là prosternato e immobile. In Pasteur, che trattiene il fiato al di sopra del suo microscopio, c'è una presenza densa. Pasteur non è mai maggiormente uomo di quando osserva. Allora egli progredisce. Allora si affretta. Allora, sebbene immobile, avanza a passi di gigante e scopre la vastità. Così Cézanne immobile e muto, dinanzi al suo abbozzo, è di una presenza inestimabile. Egli non è mai maggiormente uomo di quando tace, prova, e giudica. Allora la sua tela diventa più vasta del mare. >>
Antoine de Saint-Exupéry, "Pilota di Guerra", XIV.
18 Ottobre 2010
Pioveva. Altro non so dire. Se non che quell'angelo aveva il suo passato da appassire. Che triste sorriso aveva.
Era dolce starla a sentire; sorridevo se sorrideva, la consolavo, se piangeva. Un dolce enigma da capire. Pioveva.
Ma ora sciolgo il metro, e sfuggo alla retorica, solo una rima volgo indietro: se ora tu, mio angelo custode, vorrai, sarò io a custodirti. Perché tutti dovrebbero avere il diritto di essere felici. Sempre.
14 Settembre 2010
Oggi non ho sbarcato il mio lunario.
Non si tratta solo del lavoro, il Lunario Personale. Dopotutto, non tutti ne hanno uno, specie di questi tempi. Si tratta di sentirsi soddisfatti quando si appoggia la testa sul cuscino, la sera, ripensando a ciò che si è fatto durante il giorno.
Oggi non ho sbarcato il mio lunario. Magari domani farò di meglio.
Buona Notte.
04 Settembre 2010
Ti comporti da perdigiorno. Sai, quell'insetto, la cicala. Ma almeno lei c'ha l'attenuante:
il suo cervello sta comodamente spalmato sulla punta d'uno spillo. Il tuo riempirebbe un vaso da notte.
È quando smetti di sperarci che Godot arriva. Ed è quando incominci a festeggiarlo che Godot sparisce.
Quand'è che arriva?
20 Agosto 2010
...calpestando la statua di marmo credendo che soltanto quella restasse di un sogno, di un uomo. Tremenda poesia. Verità possente. Vera tragedia.
Eppure nella sua tragicità emerge beffardo uno schema che ritorna, ripetendosi, ridondante, di continuo nella Storia. Lo schema della tragedia, che non è stato inventato dagli attori, ma dagli uomini.
25 Luglio 2010
E' la viltà di non ammettere la propria vile superfluità.
21 Luglio 2010
Vuoto d'aria, con un salto di quota lo stomaco sale, il mondo è una ruota che gira, iraconda, come indemoniata quasi la fine già fosse arrivata.
Sotto la palpebra l'iride ruota la mente stalla, diventa più vuota il ventre balla, la voce tremolata parla a me stesso, così spaventata...
<<...non posso restare ancora da solo rischio ormai tutto, già spesso è tornata se capita ancora capace che muoio:
neanche vent'anni già immerso nel suolo, belle esequie, ma una vita sprecata...>> e avanti così finché non fa buio.
Così mai resto solo e solitudine sento, ma non è ancora tempo di staccarsi dal molo: devo tròvare il vento per rimettermi in volo.
07 Luglio 2010
Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto: <<Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto...>> <<Ma bisogna aspettare...>> <<Aspettare che?>> <<Che il sole tramonti...>> Da prima hai avuto un'aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto: <<Mi credo sempre a casa mia!...>> Infatti. Quando negli Stati Uniti è mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia. Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi... <<Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!>> E più tardi hai aggiunto: <<Sai...quando si è molto tristi si amano i tramonti...>> <<Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?>> Ma il piccolo principe non rispose.
30 Giugno 2010
.àrema im osselfir out li esrof E òrirom oi iuc ni onroig li àraS .àrviv arbmo aim al e
27 Giugno 2010
Finalmente ho capito cos'è che io odio di te: me stesso.
Odore di cipressi. In piazza sole e vento. Piastrelloni dismessi. Passa un uomo, lo sento. Una sola parola, spenta e vuota: "tristezza". Scorre dell'altro vento. Mai successo, fin'ora.
Ora sai cos'hai che non va.
19 Giugno 2010
Il salice piove a terra, in lacrime d'ocra. L'uomo sfuma nell'aria, in gocce di sale.
Ciò che vorrei è non rimanere mai solo.
Estate autunnale
16 Giugno 2010
Noi, uomini e donne, liberi ma schiavi prigionieri d'un mostro multiforme che di notte agisce, e di giorno dorme e sogna le nostre vite, di ignavi.
Noi, uomini e donne, liberi ma schiavi che temiamo ciò che da noi è difforme ignorando quanto ci lega, e le orme lasciate in questa terra dai nostri avi.
Allora è lecito pensare che noi uomini e donne, liberi ma schiavi saremmo prigionieri di noi stessi.
Noi? E chi è lo Stato, chi sono i nostri eroi? Chi i santi, chi i diavoli, quali i bravi e quali gli schiavi? Sempre noi, fessi.
08 Giugno 2010
C'è chi dice che la vita è una malattia, ed il tempo è la cura. Forse, in verità, è proprio il contrario: il tempo è una malattia, e la vita è una cura. Solo vivendo sinceramente la realtà si riesce a vincere lo scorrere del tempo, rimanendo sempre giovani e accettando le sfide che ogni giorno ci vengono poste. Essa però funziona solo se non si smette di vivere, di studiare, di creare. Altrimenti ci si ferma, lasciando che il tempo ci eroda pian piano da fuori.
21 Maggio 2010
Nella vita si ha la sicurezza solo di sofferenza. "Gioia" è un condizionale. Io lascerò dunque il tempo che trovo? Farò la differenza?
11 Maggio 2010
La voglia di avere del tempo per stare solo; non solo non avere tempo per sentirmi comunque solo.
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